Una pittura d'Idee che sa farsi Poesia
di Nino D'Antonio
il rischio è quello di cedere tout court al fascino della rappresentazione. E lasciarsi così irretire dal filo di un racocnto a mezza strada fra realtà e favola, complici la sapienza del colore, la disarmante ingenuità del dipinto e la sicura grazia compositiva.
Sicchè l'intrigo, spontaneo e immediato, finisce per non andare oltre una lettura emotiva e sensibilistica dell'opera. E invece la ricerca di Mario Ortolani vive di un "progetto", che vede protagonisti l'uomo e la natura, il lavoro e le stagioni, la vita di ogni giorno e i sogni. Il tutto sul piano di una costante ambiguità - che rimane tra le virtù primarie di un'opera d'arte - dove all'incertezza dei confini fra le varie tematiche si affiancano frequenti incursioni dall'uno all'altro fronte.
Contrariamente ad ogni ingannevole apparenza, quella di Ortolani è una pittura di idee. Dietro la quale si agita e fermenta una folla di pensieri, letture, esperienze, viaggi. E ancora: gli studi di Agraria, la scenografia, la grafica, la scienza, l'anarchia. Un magma incontrollabile, dove lo spirito di avvio (l'idea) perde ogni matrice razionale per farsi immagine, poesia.
Perocrrere a ritroso questo processo, individuare le linee di forza di questo transfert, è forse la via più corretta per un approccio non periferico alla sua opera. La quale vive a ponte di due mondi (perchè questo è l'esito cui approdano i dipinti di Ortolani), anche se muove, sempre e soltanto, dal dato reale, da quel positum, che cade quotidianamente sotto i nostri occhi, per poi superarlo attraverso il sogno, l'immaginazione, l'ironia.
Viene a porsi così un rapporto di stretta connessione e dei costante interdipendenza fra mondo concreto e fantasia, che trova la sua consacrazione (ed esaltazione) in quel particolare linguaggio che Mario Ortolani ha maturato negli anni, e che costituisce la cifra distintiva della sua pittura.